GLI INVESTIGATORI DELLA NEVE

22 Gennaio 2026

di

Emanuela Gini

Pattuglie in alta quota e analisi nivologiche: il supporto qualificato del Servizio Meteomont dell’Arma dei Carabinieri per proteggere atleti e spettatori dal rischio valanghe durante i Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026

Il Servizio Meteomont dell’Arma dei Carabinieri è un comparto di eccellenza nell’ambito della sicurezza e del monitoraggio in ambiente montano. È un Servizio che si compone prevalentemente di osservazione e ascolto, finalizzato alla previsione e prevenzione del pericolo valanghe.

La capacità di osservazione dello scenario nivologico su macro-scala, abbinata all’analisi cristallografica, stratigrafica e all’esecuzione e interpretazione dei test di stabilità effettuati localmente, ha un’importanza rilevante in quanto definisce il grado di pericolo valanghe e relative criticità di interesse strategico in molteplici campi: in occasione di eventi sportivi, come le prossime Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, il Meteomont fornirà supporto qualificato per la sicurezza complessiva delle competizioni con l’effettuazione puntuale di test di stabilità del manto nevoso nelle aree interessate dall’evento.

Il personale del Servizio Meteomont dell’Arma dei Carabinieri monitora costantemente le condizioni meteonivologiche e la stabilità del manto nevoso attraverso una rete, diffusa capillarmente sul territorio nazionale, che conta ben 143 Stazioni Meteonivologiche Tradizionali e 16 Stazioni Automatiche

I militari della specialità forestale, opportunamente formati e addestrati, operano in ambiente di alta quota e con maestria, a partire dal “profumo” e dalla percezione della temperatura dell’aria, dallo scricchiolio della neve sotto i piedi e sotto gli sci, fino all’osservazione del cielo e del paesaggio. I Carabinieri forestali entrano in connessione con il territorio di competenza che, per dovere istituzionale, devono saper leggere, interpretare, salvaguardare e anche raccontare il comprensorio che tutelano. Da questa attività non solo viene esaltata l’incommensurabile bellezza di ambienti spesso incontaminati, ma prende forma un’autorevole testimonianza della loro fragilità e la puntuale informazione sui potenziali pericoli legati a una fruizione inconsapevole degli stessi, al fine di tutelare un numero sempre crescente di appassionati (sciatori, ciaspolatori, alpinisti, escursionisti). Il Meteomont Carabinieri monitora costantemente le condizioni meteonivologiche e la stabilità del manto nevoso attraverso una rete di monitoraggio, diffusa capillarmente sul territorio nazionale, che conta ben 143 Stazioni Meteonivologiche Tradizionali (SMT), gestite dai Reparti CC forestale presso i quali operano un totale di n. 1.313 unità abilitate Osservatore meteonivometrico; 16 Stazioni Meteonivologiche Automatiche (SMA) e Nuclei Itineranti di Rilevamento (NuIR), composti da unità abilitate Esperto neve e valanghe (n. 142 militari).

PATTUGLIE IN QUOTA

La pista Stelvio di Bormio è pronta a ospitare le prove maschili di sci alpino, ma sarà anche teatro dell’esordio a cinque cerchi dello sci alpinismo. In occasione di eventi sportivi, come le prossime Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, il Meteomont dell’Arma dei Carabinieri fornirà supporto per la sicurezza complessiva delle competizioni

I Nuclei Itineranti di Rilevamento sono vere e proprie pattuglie in alta quota, composte da personale altamente qualificato, specializzato sciatore fuori pista e addestrato nelle diverse discipline alpinistiche, in grado di operare in ambienti impervi, effettuare rilievi e particolari test fuori campo che forniscono informazioni puntuali e precise sulla stabilità del manto nevoso. Tale attività, estremamente preziosa per il lavoro del Previsore, rappresenta un presidio importante in porzioni di territorio non controllati né vigilati, ma anche sicurezza per la nota capacità dei militari in interventi di primo soccorso in caso di incidenti. Il prodotto finale dell’attività di monitoraggio in capo al Servizio, l’analisi e l’elaborazione dei dati quotidianamente raccolti in ognuno dei 10 Settori montani, a loro volta suddivisi in Sotto-Settori, è il Bollettino di previsione del pericolo valanghe (tot n. 42 Bollettini pubblicati ogni giorno della stagione invernale) a supporto del Servizio Nazionale di Protezione Civile, per la valutazione del rischio in aree antropizzate e controllate (strutture, infrastrutture, strade, centri abitati, ecc.) e strumento di informazione pubblica del pericolo in aree non antropizzate e non controllate (alte quote, aree a funzione turistico-ricreativa e sportiva) tramite la pubblicazione sul sito www.meteomont.carabinieri.it e sull’App Meteomont.

LA NEVE RACCONTA

Il personale Meteomont può essere considerato un “cacciatore di criticità”, un “investigatore della neve”, in quanto non tutte le nevicate sono uguali, ma soprattutto la neve varia al mutamento delle condizioni meteoclimatiche e ambientali. Il manto nevoso è composto da diversi strati che raccontano una storia, un po’ come gli anelli di accrescimento degli alberi quando si osserva la sezione di un tronco. Il profilo di un manto nevoso restituisce, a chi lo sa leggere, una serie di informazioni ambientali: parla di suolo, vegetazione, scambi energetici, meteorologia, paesaggio, fisica, chimica, geologia, meccanica (là dove l’attenzione si orienta sull’indagine della stabilità del manto e quindi sul pericolo di distacco di una valanga). L’attività svolta dal Servizio Meteomont Carabinieri è di fondamentale importanza anche per l’osservazione, l’analisi e la valutazione di una serie di parametri ambientali di straordinario interesse per la gestione del territorio, lo studio e la comprensione dei fenomeni naturali.

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