VETTE OLIMPICHE

22 Gennaio 2026

di

Stefano Brambilla

La meravigliosa bellezza e i panorami mozzafiato delle montagne che faranno da sfondo ai Giochi di Milano Cortina 2026. Dall’accensione della fiamma olimpica alla sicurezza in alta quota il ruolo dell’Arma dei Carabinieri durante l’evento

Il nome ufficiale è “Olimpiadi di Milano Cortina”, ma i prossimi Giochi invernali si svolgeranno in ben otto località, distribuite tra Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto. Saranno i giochi più “diffusi” di sempre: l’area in questione è ampia 22mila kmq. Logico, quindi, che anche le montagne scenario delle competizioni siano molto diverse tra loro.

Tina e Milo, mascotte dei Giochi Olimpici Milano Cortina 2026

LOMBARDIA

Si parte da Livigno e Bormio, in Lombardia, teatro delle gare di snowboard, freestyle, sci alpino e sci alpinismo: siamo nel Parco Nazionale dello Stelvio, nato nel 1935 per tutelare le bellezze del gruppo montuoso dell’Ortles-Cevedale. Cime che sfiorano i quattromila metri guardano dall’alto foreste di abeti rossi, pareti rocciose, ghiacciai, prati d’alta quota: è il regno di molte specie animali, tra cui la più rappresentativa è senz’altro il gipeto, grande avvoltoio reintrodotto con successo negli anni Novanta del secolo scorso, dopo che era sparito a causa della persecuzione dell’uomo. Oggi quella attorno a Bormio è l’area italiana a più alta concentrazione di gipeti su tutte le Alpi, dato che nell’area si riproducono una dozzina di coppie. Avvistare la sua silhouette che plana sopra le nevi perenni è davvero emozionante: l’apertura alare del grande rapace può sfiorare i 3 metri.

TRENTINO

A Baselga di Piné si svolgeranno alcune gare di pattinaggio di velocità. Il piccolo Comune è situato sull’Altopiano di Piné, circondato da monti non troppo alti, le estremità del Lagorai: si tratta di una delle catene più integre delle Alpi, interessata soltanto da attività tradizionali, come l’alpeggio e senza un eccessivo sfruttamento degli impianti di risalita. Le passeggiate estive sono straordinarie, per chi cerca quiete e grandi fioriture: il Trodo dei fiori, sentiero botanico con partenza dal Passo Brocon, regala a giugno e luglio tappeti di rododendri, primule, genziane e anemoni. Poco più a nord sono Predazzo e Tesero, località della Val di Fiemme che ospiteranno combinata nordica, sci di fondo e salto con gli sci. Entriamo in pieno territorio dolomitico: a poca distanza si ergono gruppi celeberrimi come il Latemar, la Marmolada e le Pale di San Martino. In particolare, gli estesissimi boschi di conifere della Val di Fiemme sono gestiti dai Comuni e dalla “Magnifica Comunità di Fiemme”, un’antichissima istituzione che per secoli, fino all’Ottocento, ha costituito una sorta di Repubblica all’interno del principato di Trento. Ancora oggi, la “Magnifica” ha in carico sfruttamento e tutela dell’ambiente boschivo e ha ottenuto negli anni numerose certificazioni di gestione forestale sostenibile (FSC, PEFC).

ALTO ADIGE

Raggiungiamo Rasun-Anterselva, sede delle gare di biathlon. Il piccolo paese è all’ingresso di una delle valli laterali della Val Pusteria: ben 38 cime qui raggiungono i tremila metri e il territorio è tutelato dal Parco Naturale delle Vedrette di Ries-Aurina, che insieme ai confinanti parchi Alti Tauri e Zillertal, in Austria, rappresenta la più ampia rete di riserve naturali dell’Europa centrale. Anche questa è una zona piuttosto integra, dove le specie simbolo sono la lepre bianca e la pernice bianca, che d’inverno mutano aspetto per confondersi con il manto nevoso.

LA REGINA DELLE DOLOMITI

Cortina d’Ampezzo, comprensorio delle Tofane dove avranno luogo le gare olimpiche delle discipline veloci

Infine, l’itinerario tra le montagne olimpiche giunge a Cortina d’Ampezzo, perla del Bellunese, dove si svolgeranno gare di sci alpino, bob, slittino, skeleton e curling. Il panorama sulle Dolomiti d’Ampezzo è unico al mondo: le Tofane, il Cristallo, il Faloria, il Nuvolau sono altri gruppi celebri sia per il magnifico profilo, sia per le imprese alpinistiche, sia per le opportunità turistiche. Prendersi un momento per assaporare l’enrosadira – il fenomeno per cui, al tramonto, i raggi del sole riflettono sulla superficie delle rocce, creando sfumature rosa e rosse – è un’esperienza memorabile difficilmente replicabile altrove.

L’ARMA

Con personale altamente specializzato, la Benemerita gestisce e coordina situazioni critiche in alta quota. I militari destinati alle operazioni in montagna vengono formati presso il Centro Addestramento Alpino di Selva di Val Gardena, che cura la preparazione del personale impiegato nelle stazioni montane. Svolge attività formativa sia nel settore alpinistico sia in quello sciistico, attraverso l’acquisizione di competenze e abilitazioni specifiche che consentono ai Carabinieri di operare soccorso nei comprensori sciistici ma anche in montagna. Il Controllo del manto nevoso e la previsione del rischio valanghe avvengono attraverso il Servizio Meteomont.

Il Bollettino Meteomont, emesso ogni giorno, è destinato ai fruitori della montagna invernale e contiene informazioni e raccomandazioni utili a prevenire i rischi. Due leggende azzurre, lo scorso 26 novembre, hanno acceso la fiamma olimpica a Olimpia, in Grecia, per Milano Cortina 2026: si tratta di Stefania Belmondo, ultima tedofora a Torino 2006 e della leggenda dello slittino Armin Zoeggeler, entrambi appartenenti all’Arma dei Carabinieri. La loro presenza assume un valore speciale: Belmondo e Zoeggler non solo incarnano l’eccellenza degli sport invernali, ma rappresentano anche un ponte ideale tra gli ultimi Giochi italiani di Torino 2006 e le Olimpiadi del 2026 che, dopo 20 anni, tornano in Italia. Stefania Belmondo, ex fondista cuneese, è una delle atlete italiane più titolate nella storia dei Giochi, con 10 medaglie Olimpiche conquistate in carriera, in cui spiccano i due ori vinti, a dieci anni di distanza l’uno dall’altro, ad Albertville 1992 e a Salt Lake City 2002. Zoeggeler, invece leggenda dello slittino mondiale, oggi è direttore tecnico della Nazionale italiana e vanta a sua volta un palmarès unico: è il primo atleta nella storia ad aver conquistato sei medaglie individuali nella stessa disciplina in sei edizioni consecutive delle Olimpiadi invernali, dal 1994 al 2014, con le medaglie d’oro a Torino 2006 e Vancouver 2010 come punto più alto di una carriera irripetibile.

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